Da oggi, 20 gennaio, è scattato l’obbligo di green pass per accedere alle attività che offrono servizi alla persona, è atteso nelle prossime ore il Decreto che fisserà le deroghe per i servizi e negozi in cui il certificato verde sarà richiesto dall’1 febbraio. Secondo le prime indiscrezioni saranno esentati alimentari, supermercati, ipermercati, farmacie, parafarmacie, benzinai, negozi di carburante per il riscaldamento, articoli per animali, ottici, mercati all’aperto, ambulanti e chioschi di edicole; tutte attività considerate giustamente di prima necessità.

Dovrebbero essere esentati anche i negozi di abbigliamento e calzature e le tabaccherie, rimaste aperte anche nel primo lockdown interviene Francesca Chittolini, presidente di Confesercenti Parma -. In questi negozi il cliente non si ferma a lungo e la mascherina non viene mai abbassata. L’osservanza dei protocolli relativi a igienizzazione, distanziamento e contingentamento delle entrate sono più che sufficienti a garantire la sicurezza delle persone. L’obbligo di green pass appare francamente eccessivo e i controlli di difficile applicazione visto il veloce flusso di clienti. Si rischia di creare ulteriori difficoltà ai commercianti che da due anni lottano per restare in piedi e che vengono gravati di continui oneri. Occorrerebbero invece – precisa Chittolini -, sostegni e incentivi per favorire la sopravvivenza e la ripresa delle attività e iniziative per contrastare il caro energia, interventi per calmierare gli affitti, il rinnovo delle moratorie sul credito e la possibilità di rimodulare mutui e finanziamenti seconda una tempistica sostenibile alla luce delle condizioni economiche attuali.

Auspichiamo quindi che il Decreto allo studio del Governo – conclude Chittolini – preveda i tanto sospirati interventi per calmierare il costo dell’energia, arrivato ormai a livelli insostenibili, e nuovi sostegni concreti e disponibili in tempi rapidi per i settori che maggiormente subiscono gli effetti delle restrizioni anti-contagio e del timore generalizzato, spesso esageratamente amplificato dai media. Il commercio al dettaglio, il turismo, la ristorazione e tutto il comparto legato agli eventi necessitano di aiuti economici ben superiori agli 1,5 miliardi già previsti nella legge di Bilancio”.