Stiamo vivendo un periodo di costante incertezza a causa della pandemia che non è ancora sconfitta e che continua a destare preoccupazione. In questo scenario, le prospettive di ripartenza per le nostre imprese rischiano di essere inficiate dalla lunga serie di aumenti delle materie prime che tutti noi stiamo notando in queste ultime settimane.

“Esplosione dei costi inaspettata, rincari a doppia cifra di energia e primi problemi di reperibilità delle merci. Per far si che questi costi non ricadano su commercianti e consumatori serve attenzione massima da parte di tutti gli attori della filiera distributiva, così come fondamentali saranno gli interventi del Governo attraverso una riduzione delle accise e altri interventi mirati”; così Antonio Vinci, Direttore Confesercenti Parma, evidenzia le problematiche sollevate da numerose attività commerciali e di servizi della nostra città.

Per gas ed energia le nostre imprese stanno riscontrando proprio in questi giorni, in base ai diversi contratti, aumenti medi del 30% o addirittura superiori. A questi costi si vanno a sommare aumenti generalizzati nell’approvvigionamento di materie prime. Puramente a titolo esemplificativo: caffè (+59%), carta (+70%), mais (+77% in sedici mesi), zucchero (+54%), cotone (+109%) e molto altro, aumenti che vanno ad incidere notevolmente sui costi aziendali. Le imprese, soprattutto le piccole attività indipendenti, non sono più in grado di reggere all’urto dei rincari a doppia cifra dell’energia e delle materie prime e sono costrette a trasferirli a valle, ai consumatori.

Non sappiano per quanto tempo durerà questa situazione ma sono passati mesi dai primi allarmi lanciati proprio dai nostri imprenditori. Serve, per questo, l’impegno di tutte le parti coinvolte, incluso il Governo, per garantire il corretto rapporto qualità-prezzo dei beni di largo consumo. Confesercenti sta intervenendo a livello nazionale per cercare di scongiurare una “tempesta perfetta” che va nella direzione di aumenti sconsiderati che verrebbero riversati direttamente sul consumatore finale.

E’ importante che tutta la filiera distributiva assorba parte di questi aumenti e che da parte del Governo ci sia un intervento urgente per compensare questi rialzi e dare ossigeno alle imprese; diversamente non potrà essere l’ultimo anello della catena, ovvero i nostri commercianti, ad ammortizzare un fenomeno al quale tutti noi stiamo assistendo.