Le Associazioni di categoria provinciali Ascom, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confesercenti, Gia e Upi, in rappresentanza delle numerose aziende soggette alle attuali restrizioni stabilite dalla normativa anti Covid-19, hanno scritto a Regione, Provincia e Sindaci dei comuni affinché gli stessi si facciano promotori nei confronti del Ministero della Salute per chiedere che i territori di Parma e provincia possano essere classificati quale zona gialla. Questo in ragione dei dati epidemiologici registrati nelle ultime settimane che presentano un confortante andamento decrescente di contagi e ricoveri, così come rilevato quotidianamente dall’Osservatorio Regionale.

Un richiesta legittima, avanzata nel rispetto di quanto espressamente contenuto nella legge n. 176 del 18 dicembre 2020 (comma 16-ter) che prevede, in base all’andamento dei dati di contagio, “l’eventuale esenzione, per specifiche parti del territorio regionale, dalle misure aggiuntive rispetto a quelle applicabili sul territorio nazionale”.

In quest’ottica si ritiene pertanto che esistano i presupposti oggettivi per riparametrare il territorio di Parma e provincia dall’attuale zona arancione ad una più sostenibile zona gialla. Questo fondamentale downgrade del grado di rischio sanitario del nostro territorio permetterebbe di riattivare da subito interi comparti che da mesi sono in sofferenza e tutte le relative filiere ad essi collegate.

Tale richiesta, condivisa da tutte le Organizzazioni scriventi, si inquadra all’interno delle norme stabilite dal Ministero della Salute per la lotta alla pandemia, ma avrebbe contemporaneamente benefici sulla libertà di circolazione dei cittadini all’interno della provincia oltre che ripercussione positive immediate su intere filiere produttive, artigianali e commerciali attualmente bloccate in quanto soggette a forti limitazioni. Rimarrebbero, inoltre, garantiti tutti i protocolli di sicurezza che ci hanno permesso in questi mesi di mantenere sotto controllo l’avanzare della pandemia sul nostro territorio.

La lettera integrale inviata alle Istituzioni locali

Share This