Pubblichiamo integralmente la lettera che il direttore provinciale Confesercenti Parma, Luca Vedrini, ha mandato alla Gazzetta di Parma per il rilancio del commercio in centro a Parma partendo da due punti storici e tra loro connessi: Piazza Ghiaia e Oltretorrente:

Gentile Direttore,

da alcuni giorni sul suo giornale si sta dibattendo su vari temi che toccano il commercio cittadino, partendo dal centro storico per arrivare all’analisi approfondita di Maurizio Vescovi del 16 luglio che ha evidenziato la connessione tra Oltretorrente e Piazza Ghiaia o meglio di come i commerci delle due aree siano legati a doppio filo.

Il periodo estivo è sempre foriero di spunti e riflessioni su argomenti che in altri periodi dell’anno vengono spesso dimenticati e sarebbe quindi davvero interessante aprire un dibattito approfondito e un osservatorio permanente anche sul Suo giornale su questi temi che non riguardano più solamente gli imprenditori, le Associazioni del Commercio e altri addetti ai lavori. Come cittadini di Parma, siamo coinvolti tutti.

Perché da determinate scelte derivano la reale sicurezza delle persone e della città, una rinnovata socialità, il contrasto al degrado, un’urbanistica all’avanguardia che tuteli il decoro e la bellezza del nostro territorio. Sono le scelte fatte in passato e quelle su cui oggi si dibatte a definire il livello di attenzione (o addirittura d’amore) per Parma e i parmigiani.

I commercianti del Centro Storico lamentano, giustamente, una attenzione che negli ultimi decenni non c’è stata e molti dei provvedimenti presi hanno avuto anzi effetti devastanti sul settore. Basti pensare alla miriade di grandi superfici aperte in città ed in periferia a favore della GDO per capire gli effetti che possono aver avuto sul piccolo dettaglio. Al contempo a Parma c’è un caro affitti insostenibile che non consente l’avvio di start up imprenditoriali di pregio e di giovani. Affitti su cui, va detto, gravano innumerevoli costi, ad esempio tasse e imposte elevate sugli immobili.

Parma è, in generale, molto costosa per chi volesse avviare una piccola attività tra varchi, parcheggi, tasse, imposte, balzelli e adempimenti burocratici tutti al massimo livello e quasi completamente sulle spalle di imprese e consumatori finali. Il circolo diventa vizioso invece che virtuoso ed è purtroppo evidente come a lungo andare, senza un intervento coraggioso che vada oltre le iniziative “tampone”, l’inerzia attuale possa portare ad un corto circuito con conseguente “blocco di sistema”.

Errori ce ne sono stati tanti e forse anche noi come Associazioni non siamo riusciti a far arrivare con la giusta intensità a chi di dovere il grido di allarme degli imprenditori. Abbiamo sì combattuto ma forse non abbiamo verificato la presenza al completo delle truppe degli imprenditori. Il caso Ghiaia è emblematico e l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle e su quella di molti nostri commercianti. Un progetto sbagliato ha smantellato (confermato dai fatti e dai numeri) un attrattore creando un vuoto apparentemente incolmabile. Quella connessione di cui parla Vescovi c’era e noi sosteniamo che c’è ancora, ma occorrono scelte coraggiose per riconnettere, ricollegare, per riallacciare i fili strappati. Il mercato bisettimanale, che ha più cento anni di storia, va riqualificato, vanno rivisti gli spazi, i numeri, gli orari, le categorie merceologiche e gli operatori vanno incentivati al cambiamento ma non si può negare come già ora sia fonte di convergenze e movimento ben oltre la piazza.

Serve un ripensamento: una piazza coperta di quelle dimensioni non può essere un problema, semmai è una opportunità. Il settore food è la chiave: un luogo così strutturato, in pieno centro a Parma, non può che ospitare cibo da consumare in tutte le sue forme. Ristoranti, trattorie, gastronomie, salumerie, macellerie e quant’altro con tavolini all’aperto dove degustare per buona parte dell’anno i nostri prodotti tipici. La piazza sarà una vetrina eccezionale per i nostri tesori gastronomici e una opportunità di acquisto per turisti e cittadini. C’erano le beccherie ricordate? Il mercato coperto, i negozi di ortofrutta. Insomma, è la storia stessa della Ghiaia a fornire la soluzione. Anche il supermercato Sapori & Dintorni è una risorsa che va curata e protetta. La sua assenza assesterebbe il colpo finale.

Per uscire dall’impasse ci vuole una visione della città che integri le funzioni e non sia strutturata a compartimenti stagni. Il commercio è un corpo vivo che vive con la città. Cambiare una direzione di una via o una strada, inserire una ciclabile in un lato sbagliato, creare un vuoto dove prima c’era un pieno, interrompe un flusso vitale per questo corpo e occorre fare in modo che ciò non avvenga o se necessario prevederne gli effetti e l’eventuale cura. Basta un semplice cantiere che non si risolve in tempi rapidi a cambiar le rotte e creare disaffezione. Anche il Centro Storico vive gli stessi effetti. Dove c’erano incontri, relazioni, socialità, si riscontrava un livello di “tenuta sociale” molto alto e ne traeva beneficio tutta la città. Oggi molte di queste relazioni si sono perse con imprese standardizzate e spesso anonime che riproducono modelli in stile centro commerciale tutti uguali in tutte le città.

Noi ci auguriamo che il piano del Piccolo Commercio sia un inizio e che chi deciderà il futuro di Parma si renda conto che la chiusura di una piccola impresa non riguarda solo l’imprenditore che chiude ma, come una valanga che cresce, mette in pericolo l’intera città. Certo non possiamo pensare di tornare al passato. Il commercio sta subendo una rivoluzione rapidissima e occorre che chi governa metta in campo azioni indispensabili per il suo risanamento e sviluppo. Formazione obbligatoria a crediti e ritorno ad una programmazione di urbanistica commerciale devono ritornare ad essere argomenti in discussione per recuperare il disastro provocato dal caos delle liberalizzazioni.

Sulla città e sul commercio della nostra provincia Confesercenti chiede un tavolo permanente per discutere, un passo alla volta, di ogni problema di questo importante e vitale settore economico.

Luca Vedrini
Direttore Provinciale Confesercenti Parma

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